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INCENTIVI FISCALI

INCENTIVI FISCALI

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Investor Name:
Published Date:
1 January 1970
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Value:
Architecture:
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INCENTIVI ECONOMICI

Ecoincentivi e tariffe elettriche

L’installazione di impianti a pompa di calore può beneficiare di detrazioni fiscali come quella per le ristrutturazioni edilizie.

-50% detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia

La detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie è applicabile solamente a spese per lavori eseguiti su edifici residenziali.

Nella lista degli interventi agevolabili indicata dall’Agenzia delle Entrate non compare la voce specifica per le pompe di calore, si può però farle rientrare nella categoria di interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (art. 16-bis del TUIR).

Proroghe 50%

Per le singole unità immobiliari:

  • 50% spese fino al 31/12/2020 (limite massimo di spesa 96.000 €);
  • 36% dal 01/01/2021 (limite massimo di spesa 48.000 €).

Conto termico 2.0

A partire dal 31 Maggio 2016 è operativo il Conto Termico 2.0, un sistema di incentivazione mirato ad aumentare l’efficienza degli edifici e dei sistemi di riscaldamento.

Si tratta di un incentivo statale in conto capitale che copre fino al 65% delle spese sostenute, erogato tramite bonifico diretto, destinato ai soggetti che intendono migliorare l’efficienza del proprio edificio o produrre energia termica da fonte rinnovabile, come le pompe di calore.
Non si tratta di una detrazione fiscale, pertanto il soggetto richiedente percepirà direttamente l’incentivo dal Gestore Servizi Energetici (GSE) in un’unica rata entro 120 gg se l’importo dell’incentivo non supera 5.000€, o altrimenti con rate annuali da 2 a 5 anni

Diversamente dalla detrazione fiscale, l’incentivo non ha scadenza temporale.

Tariffa TD

La tariffa TD comporta una riduzione dei costi in proporzione all’aumento dei consumi, così da non penalizzare le utenze il cui fabbisogno (e quindi il consumo) è più alto. Prendiamo, come esempio, le utenze residenti con consumo energetico inferiore ai 3 kWh: con il passaggio alla tariffa TD, la loro spesa subirà un aumento fisso di 64 euro annuali per consumi fino ai 1.800 kWh. Se i consumi arrivano a 2.700 kWh l’aumento si dimezza, fino ad annullarsi completamente oltre ai 3.100 kWh. Le utenze che superano questa soglia, inoltre, non solo vedranno annullarsi l’aumento ma potranno arrivare a ottenere un risparmio in bolletta di circa 80 euro per consumi di 4.400 kWh.

Prima della riforma nel nostro Paese era in vigore un sistema di fatturazione dei kWh consumati che andava a penalizzare gli utenti il cui fabbisogno era più alto.

Se in una casa vive una famiglia numerosa è ovvio che i suoi consumi siano più alti rispetto a un nucleo familiare composto da una o due persone. Alle utenze con un consumo più elevato, per logica, bisognerebbe ridurre e non aumentare il costo dei kWh. Eppure succedeva proprio il contrario.

L’obiettivo della riforma e dell’introduzione della tariffa TD è stato proprio quello di ridurre le incombenze sulle utenze con i maggiori consumi per ridistribuire in modo equo i costi. Un obiettivo non utopico, ma realizzabile attraverso una maggiore trasparenza in bolletta e una ripartizione più coerente dei costi.

Anche per quanto riguarda la scelta della potenza del contatore, con la riforma sono state introdotte delle novità per migliorare i consumi e la gestione del proprio portafoglio energetico. In particolare, per andare incontro alle utenze con consumi molto ridotti, l’aumento di potenza non sarà più a scaglioni da 1,5 kWh ma di 0,5 kWh.

Se prima, quindi, le utenze potevano scegliere di installare un contatore da 3 kWh o da 4,5 kWh, con l’entrata in vigore della riforma possono optare anche per contatori da 3,5 kWh o da 4 kWh. La procedura per l’aumento del carico massimo di potenza, inoltre, non solo è stata semplificata ma è stata resa più economica.

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